Martedì 15 Novembre presso l’Istituto Salesiano Don Bosco a Châtillon si è tenuto l’evento Erasmus+ Day, con la partecipazione di una trentina di ragazzi che hanno raccontato la loro esperienza passata.

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Si è svolto Martedì 15 Novembre presso l’Istituto Salesiano Don Bosco a Châtillon l’evento Erasmus+ Day. Davanti a una platea composta dalla Sovrintendente agli Studi Marina Fey, dalla Dott.ssa Laura Tozzi dell’ufficio salesiano progetti di Torino Valdocco, dal Direttore dell’Istituto don Vincenzo Caccia, dalla Preside Luciana Marguerettaz, dalle classi terze, quarte, quinte dell’Istituto e da alcuni genitori, i 26 ragazzi che hanno partecipato al progetto hanno raccontato le loro esperienze a Porto e a Santiago de Compostela nell’ambito del progetto ERASMUS+ short term mobility VET “NEW PATHS FOR THE FUTURE”.

Un’occasione sicuramente unica per i nostri ragazzi che si sono trovati ad affrontare nuove sfide lavorative e non, in un ambiente nuovo, con la difficoltà non secondaria della lingua. Un’esperienza utilissima per far crescere i ragazzi e sviluppare le competenze trasversali o “soft skills”

– spiega in apertura la Preside Luciana Marguerettaz.

Attraverso l’esposizione di slide i ragazzi hanno quindi raccontato i diversi aspetti del loro Erasmus+: le aziende dove hanno svolto gli stage, le informazioni sulle città ospitanti e infine la descrizione delle attività svolte nel tempo libero.

I ritmi di lavoro sono sicuramente più blandi rispetto ai nostri. Il posto di lavoro era un po’ lontano e dovevamo cambiare due mezzi e impiegare quasi un’ora per raggiungerlo ma poi il tempo passava in fretta perché l’ambiente e il lavoro mi piacevano un sacco

– dice Rebecca Chivino di 5 IAM (ha svolto lo stage presso Amy’s Camper, una ditta che si occupa di acquistare vecchi furgoni e trasformarli in camper)

Altri ragazzi si sono cimentati in lavori non proprio inerenti al percorso di studio scelto. Racconta Thierry Perruquet:

Io lavoravo presso un ristorante come aiuto cuoco. A scuola faccio falegnameria ma mi è piaciuto cimentarmi in un lavoro diverso. È importante saper fare più cose!

Mentre a Porto 20 ragazzi, accompagnati dall’educatore Luca Pession, risiedevano presso una residenza per studenti, a Santiago 6 ragazzi vivevano in appartamento assieme all’insegnante Paola Lajolo. Gli studenti hanno raccontato dunque anche tutti gli aspetti dell’organizzazione domestica e del tempo libero:

Racconta Xavier Ronc di 5 IAM:

Ci mettevamo d’accordo e, a turno, facevamo la spesa e cucinavamo. Nel tempo libero, oltre a visitare i principali monumenti della città, abbiamo praticato diversi sport: surf, padel, arrampicata; abbiamo fatto delle gite in città vicine e abbiamo anche visto una partita di Champions League allo stadio Dragão di Porto

Alberto Zanella dopo aver esposto la sua azienda ha voluto ringraziare la scuola per l’opportunità offerta e gli accompagnatori e ha voluto consigliare a tutti ragazzi presenti di cogliere al volo questa possibilità.

A concludere l’evento, prima di un simpatico momento “backstage” con foto e video divertenti dei ragazzi a Porto e a Santiago, è stata la Sovrintendente agli Studi Marina Fey dicendo:

Sono molto importanti questi momenti di restituzione e condivisione dell’esperienza svolta ed è importante anche che ad ascoltare l’evento ci siano stati, oltre agli insegnanti e ai compagni di classe, anche alcuni genitori. Complimenti ai ragazzi che hanno dovuto affrontare diverse sfide durante l’Erasmus+ ma anche qui, oggi, nell’esporre davanti a tutte queste persone. Credo che sia essenziale fare queste esperienze all’estero per la crescita formativa dei ragazzi e per aprire le loro menti. E per permettere ciò è cruciale il ruolo della scuola.