
Gent.mo/ma collaboratore/collaboratrice,
quando penso agli avvenimenti che si celebrano nella S. Pasqua, passione, morte e resurrezione, mi viene in mente un racconto di vita vissuta:
“I suoi genitori erano morti in un incidente stradale quando Gabriele aveva 5 anni. Ora era affidato alla nonna. Purtroppo il ragazzo aveva un brutto vizio: rubava. Più volte la nonna era stata convocata a scuola per questo motivo e qualche volta aveva scoperto Gabriele rubare in casa. Dopo l’ennesimo furto la nonna, tornata a casa, afferrò per un braccio Gabriele e lo trascinò davanti al camino acceso; prese l’attizzatoio e gli disse: “La prossima volta che ruberai ti prometto che ti bucherò la mano con questo.”
Per un po’ di tempo non ci furono furti, ma arrivò il giorno in cui Gabriele rubò nuovamente. Come promesso, la nonna con decisione trascinò il nipotino davanti al camino accesso mentre, incredulo e terrorizzato, dalla sua fronte scendevano goccioloni di sudore. La nonna afferrò l’attizzatoio rovente, lo avvicinò alla mano di Gabriele e, mollata la presa, si bucò la sua stessa mano.
Da quel giorno Gabriele smise di rubare e, diventato adulto, ricordando questo episodio diceva:
“Allora ho capito il significato della passione e morte di Gesù che ha offerto la sua vita per la nostra salvezza.”
In questi giorni contempliamo e ringraziamo per questo infinito amore che Dio, in Gesù, ha mostrato all’umanità. Preghiamo per tutti i crocifissi della storia: bambini/e, giovani, adulti sfruttati, torturati, emarginati; e per coloro che soffrono nel corpo e nello spirito e vivono la solitudine.
A tutti voi, a nome della Comunità salesiana e della Comunità educante giungano i più cari
auguri di una Santa Pasqua
Il Direttore dell’Istituto,
don Vincenzo C.


